Viaggio Studio agli ex campi di concentramento e di sterminio nazisti

Dal 7 all’11 maggio 2026 otto studenti e studentesse della nostra scuola hanno partecipato al Viaggio Studio agli ex campi di concentramento e di sterminio nazisti.  Accompagnati dagli storici dell’Istituto Storico della Resistenza e dai volontari dell’ANED hanno visitato i campi di Dachau, Ebensee, Mauthausen e Risieria di San Sabba. Si sono svolte anche le visite al Castello di Hartheim e il memoriale di Gusen. Ringraziando la Città Metropolitana che ha reso possibile questo viaggio, i partecipanti hanno condiviso una loro riflessione su questa indelebile esperienza.

La partenza è il momento iniziale di ogni viaggio. 

Siamo abituati a viverla come un momento permeato dalla curiosità di conoscere e vivere il nuovo, e dalle felici aspettative di quella che si prospetta essere una vacanza. 

Non altrettanto volontaria fu invece la partenza dei deportati, che si rivelò essere l’inizio non di un viaggio di piacere ma di un graduale processo di disumanizzazione, che si sarebbe concluso nei campi di concentramento o sterminio, da cui molti non hanno fatto ritorno.

A partire dalla parola partenza è iniziata la nostra riflessione su questa esperienza, che ha rappresentato per noi un cammino verso l’acquisizione di consapevolezza.

Consapevolezza di cosa precisamente?

Consapevolezza delle forti emozioni che ognuno di noi ha provato all’ingresso dei campi: OPPRESSIONE nel percepire la brutalità e la vastità degli orrori svoltisi in quei luoghi di morte e SCONFORTO davanti all’indifferenza, sia di coloro che lavoravano nei campi, sia degli osservatori passivi.

Prima di entrare in un campo di concentramento pensavamo che questo fosse un luogo nascosto, di cui nessuno conosceva l’esistenza. Quando, invece, ci siamo ritrovati immersi nel mondo concentrazionario abbiamo scoperto con orrore che molti campi erano circondati da case, case normali, abitate da persone comuni come potremmo essere tutti noi. L’esistenza di quei luoghi era davanti agli occhi di tutti, ma moltissimi rimasero indifferenti di fronte alla crudeltà che altre persone stavano subendo. Abbiamo capito che chi, di fronte allo sterminio di milioni di persone, ha scelto l’indifferenza è complice tanto quanto chi quelle persone le ha effettivamente uccise.

Se, invece di rimanere in silenzio avessero fatto qualcosa, qualsiasi cosa, molte vite sarebbero state risparmiate.

Da qua scaturisce la presa di coscienza dell’importanza del valore dell’umanità. Umanità intesa come sintesi di due dimensioni inscindibili: quella razionale, che ci permette di sviluppare un pensiero critico, e quella emotiva che ci consente di avvicinarci alle altre persone. L’errore di tutti coloro che hanno supportato o ignorato il nazifascismo è stato quello di auto privarsi di questo binomio, diventando di fatto dei “gusci vuoti” facilmente condizionabili o in grado soltanto di essere osservatori esterni. La comprensione e il superamento delle atrocità commesse devono necessariamente partire dalla piena comunione con l’essere umani.

Noi vogliamo essere umani e ci siamo sentiti tali a Mauthausen, cantando Bella Ciao a squarciagola durante la cerimonia di commemorazione della liberazione del campo. È stato in quel momento che è emersa in noi, grazie alla vicinanza di tutti i compagni di viaggio, la piccola luce della fiducia negli esseri umani e nella vita.

È stato chiaro in quel momento ad ognuno di noi che la memoria non è fine a se stessa, non è un mero elenco di nozioni, ma è un impegno che dobbiamo prendere con noi stessi affinché gli abomini della storia non si ripetano.

Il ritorno da questo viaggio non lo conclude eticamente: siamo solo all'inizio del percorso di lotta per il futuro che vogliamo.

Ci impegneremo a difendere la nostra Costituzione per proteggere la dignità di ogni individuo, soprattutto in questo periodo storico in cui ci sono persone che vengono abbandonate in mare, uccise a causa di idee e provenienze diverse; dove è colta ogni occasione di discriminazione e derisione. Questo viaggio ci ha ricordato l'importanza di DIFENDERE LA DEMOCRAZIA, anche e soprattutto quando chi è al potere vuole ed erroneamente pensa di riuscire a toglierci la voce.

 Mattia Antenucci (5BLL), Andrea Bianchi (5HLSA), Giulia Crivellaro (5BLS), Lisa Frosini (5CLS), Matteo Galli (5BLS), Carolina Marconi (5BLS), Linda Masciello (5DLL), Luca Talente (5CLS)

Viaggio Studio agli ex campi di concentramento e di sterminio nazisti
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